Alcune performances del CIRCO CONTEMPORANEO DIONISO'
L A C U C I N A I M P A Z Z A 1° parte
L A C U C I N A I M P A Z Z A 2° parte
L A C U C I N A I M P A Z Z A 3°parte
Nell’antica Cina dei Monti Wu Dang (le montagne in cui è ambientato il film “La tigre e il Dragone”), esistevano guerrieri che combattevano saltando sui tetti delle case: essi correvano a balzi lungo le pareti delle mura dei palazzi, e compivano balzi leggeri fra i più alti rami dei pini che riempivano le verdi foreste.
Il loro Training più potente si dice fosse il MA PU ZANG, I Pali d’Equilibrio: tronchi infissi nella terra, tagliati a varie altezze, sui quali si allenavano in posizioni di equilibrio estreme, e combattendo con bastoni di bamboo e spade d’acciaio.
Karol è una degna erede di quest’arte. Quattordici anni di danza classica e dieci di orientale le permettono di danzare su pali sottilissimi alti fino a due metri. La sua non è arte del combattimento, ma leggiadra danza d’assoluto equilibrio. Il balletto universale del bharatanatyam, e le Dee della creazione cosmica scolpite nelle torri dei giganteschi templi indiani, s’incarnano nel suo corpo sospeso, e quasi appoggiato sull’aria: rivivono fra le sue braccia, battendo nel vuoto il ritmo della creazione e della distruzione.
A dare corpo sonoro a quel ritmo, un artista della fisarmonica seduto ai suoi piedi, compone fra fiati e silenzi, melodie di una danza sacra, di presenza e di grazia.
I TAMBURI GIAPPONESI TAIKO al servizio delle ARTI MARZIALI CINESI WUSHU
Il suono vibrante e puro dei tamburi TAIKO è simile al “battito vitale del cuore”; e per essere suonato, il tamburo TAIKO, richiede uno spirito puro come quello di un bambino, e la forza di un Samurai. Secoli fa nel Giappone rurale, si diceva che i confini delle diverse comunità potessero essere definiti dalla distanza alla quale si poteva ancora sentire il suono di un tamburo TAIKO: essi avevano il ruolo di far dialogare gli uomini con la natura e gli dei. Per suonare i TAIKO non basta un fisico temprato dalla pratica, occorre muoversi in perfetta sintonia con tutti gli altri, con gesti potenti e vigorosi.
E’ una sorta di figurazione teatrale, una coreografia del corpo dove coordinazione e perfezione unite alle dense vibrazioni sonore, producono tensione viscerale profonda, in chi li suona e in chi li ascolta.
Questo pezzo che UNIVERSO DELLE ARTI propone sposa l’arte della percussione giapponese con le arti marziali del combattimento cinesi.
Alcuni guerrieri WUSHU, fra i quali il campione del mondo ALESSANDRO LENZINI, si affrontano a mani nude e poi con i bastoni e le spade in un combattimento che fonde movimenti fluidi, morbidi, ed eleganti come una danza, in una veloce e spesso complessa successione di gesti, che esplode in salti acrobatici e colpi di portata mortale. Vengono eseguite particolari tecniche di combattimento sviluppate osservando gli animali che popolavano le foreste circostanti il Tempio Shaolin (quali il leopardo, la tigre, il serpente, la gru).
La loro spettacolarità si fonde alla potenza dei tamburi TAIKO, in uno spettacolo d’inattingibile virtuosismo.
Quando l’unico peccato dell’uomo era l'inconsapevolezza del peccato
Metà uomini e metà animali 6 ballerini acrobati e contorsionisti formano e scompongono forme corporee che sembrano uscire da un quadro di Bosch. Il dio del suono appare in scena con le apparenze di una figura mitologica che tesse ritmi armonici e sonorità ancestrali .
In un’ambientazione primordiale di luci e di suoni prodotti dal vivo, il buco nero della scena si apre, ed inizia a generare forme corporee: grifoni umani dai colori scintillanti, volatili con creste acuminate: uomini-animali mossi da curiosità carnale, saltano, si uniscono e si sciolgono come corpi liberati dalla materia.
Creature fantastiche simili a lucertole e salamandre strisciano sul terreno o vengono catturate; forme di uomini primitive e selvagge danzano accoppiamenti e lotte tipiche del mondo animale. La forza bizzarra della creazione gioca a comporre incredibili figure antropomorfe alte sino a 5 metri, apparentemente prive di gravità.
Dietro di loro, fonte di suono e generazione onirica, un gigantesco uomo-animale segna col proprio corpo e la propria voce amplificata, il ritmo di un tempo che si dilata sino alle soglie dell’inconscio umano.
In questo mondo in festa in cui non vi è mai stata traccia del Peccato Originale, e tutto continua ad esistere nella condizione primordiale, uno stato di tranquilla armonia e innocenza abbraccia tutta la Creazione: il bestiale e l’umano si stringono al candore divino, nella loro estatica unità originaria.
PRIMA VERSIONE
Un numero di teatro-circo contemporaneo di assoluta originalità
E’ la cucina di un ristorante vero, interpretata dal funambolismo circense, dalla danza acrobatica e con le percussioni STOMP (percussione orchestrata con stoviglie e pentole della cucina)
I cuochi e i camerieri che la popolano, sono personaggi assai speciali: parlano in grammelotte, la lingua reinventata da Dario Fo. Non usano parole, ma suoni e onomatopee con accenti di dialetti e lingue di tutto il mondo, che creano un effetto di straniamento comico immediato. Preparano i piatti cucinando cibi squisiti e allestiscono le portate come solo dei giocolieri e degli equilibristi possono fare. Come l’Arlecchino della commedia dell’Arte, per servire un piatto su di un vassoio eseguono un salto mortale attorno al piatto senza versarne una goccia del contenuto, e poi lo posano magicamente sul tavolo. Camminano in equilibrio sulle bottiglie, trasportano pile di boccioni dell’acqua alte 4 metri, e rincorrono polli da spennare che hanno il dono di volare per sfuggire al calore del forno. Ogni oggetto della cucina nelle loro mani, diviene strumento musicale. Nel finale piatti, pentole, bicchieri, coperchi, bidoni e boccioni dell’acqua, suonano come tamburi scatenando sensuali danze contemporanee e afro-break.
La magia dell’arte culinaria condita e inzuppata nella meraviglia del circo.
(In fase di creazione)
Un giocoso omaggio alla classe di Gene Kelly e alla grazia di Cyd Charisse
Nel nuovo circo contemporaneo il giocoliere è divenuto un artista polivalente ed eclettico. Nel secolo scorso l’intenzione dei giocolieri era tenere in alto sospesi nello spazio un numero sempre maggiore di attrezzi gionglandoli con disinvoltura. Oggi tutto ciò non è più sufficiente: i grandi giocolieri contemporanei sono anche danzatori ed alcuni anche acrobati.
Karol e Marco sono due giocolieri della nuova generazione. Gionglano e fanno Contact-Juggling mentre il loro corpo danza e s’intreccia in figure di equilibrismo a due.